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	<title>pacamaker Archivi - Diagnostica Romeo - Centro Cardiologico e Laboratorio di Analisi a Napoli</title>
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	<description>Centro Cardiologico e Laboratorio di Analisi - Napoli</description>
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		<title>Un pacemaker senza batteria: si alimenta con i battiti del cuore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diagnostica Romeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 09:30:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[battiti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un pacemaker senza batteria! È stato sviluppato dai ricercatori del Georgia Institute of Technology, e sperimentato dal vivo si è dimostrato capace di correggere un’aritmia su un organo di maiale. Oggi milioni di persone in tutto il mondo affidano la propria vita a un pacemaker. Un piccolo dispositivo impiantabile che aiuta il cuore a mantenere...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diagnosticaromeo.it/un-pacemaker-senza-batteria-si-alimenta-con-i-battiti-del-cuore/">Un pacemaker senza batteria: si alimenta con i battiti del cuore</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.diagnosticaromeo.it">Diagnostica Romeo - Centro Cardiologico e Laboratorio di Analisi a Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Un pacemaker senza batteria!</h3>
<h3>È stato sviluppato dai ricercatori del Georgia Institute of Technology, e sperimentato dal vivo si è dimostrato capace di correggere un’aritmia su un organo di maiale.</h3>
<h3>Oggi milioni di persone in tutto il mondo affidano la propria vita a un pacemaker. Un piccolo dispositivo impiantabile che aiuta il cuore a mantenere il suo giusto ritmo, in caso sia a rischio a causa di malattie o disturbi cardiaci.</h3>
<h3>La novità arriva da uno studio appena pubblicato su Nature Communications da un team di ricercatori del Georgia Institute of Technology: un pacemaker senza batteria che come un orologio automatico, raccoglie l’energia necessaria al suo funzionamento dai nostri movimenti. O più specificamente, in questo caso, dagli stessi battiti del cuore che aiuta a regolare.</h3>
<hr />
<h2 id="H2_0">Tutte le batterie, prima o poi, si consumano</h2>
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<div class="ad-container"><ins id="revive-0-3" data-revive-zoneid="44" data-revive-id="b697fe1fd290d8c8b0a95fcb599081cd" data-revive-seq="3" data-revive-loaded="1"></p>
<p><span style="font-size: revert; color: initial;">Un pacemaker è un concentrato di tecnologia del peso di soli 21 grammi. Pur essendoci stati passi da giganti il principale problema da risolvere è la durata della batteria, vero limite di questa tecnologia. </span></p>
<p><span style="font-size: revert; color: initial;">Ad oggi i dispositivi più comuni durano in genere dai 5 ai 7 anni ma alcuni prototipi sembrerebbero arrivare a 15. Ecco perché, lo sviluppo di un pacemaker in grado di autoalimentarsi, potrebbe mettere fine al problema evitando cosi al paziente di  sottoporsi a un nuovo intervento che, seppur meno invasivo di quello con cui viene inserito inizialmente il dispositivo, non è comunque privo di insidie e fastidi.</span></p>
<p></ins></div>
</div>
<h2 id="H2_1">Energia per sfregamento</h2>
<p>Per produrre l’energia necessaria al suo funzionamento, il pacemaker sfrutta un cosiddetto “nanogeneratore triboelettrico”: una tecnologia basata sulla possibilità di generare elettricità strofinando tra loro materiali differenti.</p>
<p>Qualcosa di simile a quanto avviene quando carichiamo di elettricità statica un oggetto strofinandolo tra le mani. Nel caso del pacemaker, ogni battito cardiaco provoca lo sfregamento tra due pellicole sottilissime impiantate attorno all’organo, e produce una piccola quantità di energia elettrica, sufficiente però per rispondere a tutti i bisogni energetici del pacemaker.</p>
<h2>L’esperimento</h2>
<p>Nel loro studio, i ricercatori hanno sperimentato il dispositivo impiantandolo su un cuore di maiale, dimostrando che allo stato attuale è già in grado di alimentarsi autonomamente, con precisione ed efficienza sufficienti a correggere un’aritmia sinusale di cui soffriva l’animale.</p>
<p>Nonostante il successo, sono gli stessi ricercatori a ricordare che serviranno probabilmente anni di lavoro per arrivare a sperimentare questa tecnologia sugli esseri umani. E bisognerà riuscire a ottimizzare notevolmente la procedura, perché attualmente il dispositivo deve essere impiantato con un intervento a cuore aperto, ben più invasivo e rischioso di quelli utilizzati per inserire un normale pacemaker.</p>
<p>Migliorando la tecnologia, o magari spostando l’unità che produce elettricità su qualche altro muscolo del corpo, meno essenziale e protetto del cuore, i ricercatori sono comunque sicuri che la loro invenzione si rivelerà all’altezza delle aspettative, e in futuro alimenterà una nuova generazione di dispositivi bioelettronici “simbiotici”, perfettamente integrati con l’organismo umano, e capaci di generare da sé l’energia di cui hanno bisogno.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.diagnosticaromeo.it/un-pacemaker-senza-batteria-si-alimenta-con-i-battiti-del-cuore/">Un pacemaker senza batteria: si alimenta con i battiti del cuore</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.diagnosticaromeo.it">Diagnostica Romeo - Centro Cardiologico e Laboratorio di Analisi a Napoli</a>.</p>
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